percorso

Renzo Tortelli

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“Nell’autunno del ’57 Giacomelli aveva visto qualche foto di Henry Cartier-Bresson. Mi chiese di andare a fotografare. Accettai e partimmo con la mia Topolino, eternata in un’opera di Mario. Ci tornammo più volte; mordi e fuggi … qualcosa è naturalmente cambiato, ma la tradizione in quel paese è ferma perché Scanno è così

Il fotografo marchigiano è stato legato da una grande amicizia a Mario Giacomelli e a Giuseppe Cavalli, a loro deve molto della sua formazione e crescita personale e fotografica.

Tra i molti riconoscimenti riceve nel 2008 il premio “Scanno dei Fotografi. Premio Internazionale di Fotografia”.

Per Tortelli la fotografia deve essere evocazione e testimonianza, conservare il passato e dilazione del presente. Con questi principi in mente, e perseguendo una fotografia semplice cerca di cogliere attimi fugaci ed irripetibili di un mondo in cambiamento. In quest’ottica nasce il suo lavoro fotografico su Scanno. In questa fotografia le donne scendono lungo una strada lastricata che fronteggia il centro storico ancora avvolto dalle brume. Immagini reali ma che grazie alla materia del fotografo sono ormai momenti sospesi per sempre nel tempo.

Con un medio grandangolare ed un diaframma abbastanza chiuso da permettere una buona leggibilità di tutta l’immagine, l’inquadratura orizzontale racconta un momento di vita quotidiana del paese. Alcune figure, tutte perfettamente distinguibili e riconoscibili, si muovono verso il borgo. Si spostano lungo una diagonale che parte dall’angolo in basso a sinistra. A destra un muretto aiuta a chiudere e contenere tutto nell’inquadratura. Il paese avvolto nelle brume mattutine fa da quinta.

Questo dona alla fotografia contemporaneamente quel senso di movimento e quell’atmosfera eterea e sospesa che la caratterizza e che tanto affascina.

Proprio come soleva ripetere: “L’occhio è cieco, vede il cervello.”

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“In the autumn of 1957, Giacomelli saw some photos of Henry Cartier-Bresson. He asked me to go and take photos. I accepted and we left with my Fiat topolino, immortalised in a work made by Mario. We returned several times; hit and run… of course, something has changed, but the tradition in that country remains unchanged because that is how Scanno is.”
The photographer from the Marche region enjoyed a close friendship with Mario Giacomelli and Cavalli, to whom he owes much of his personal and photographic training and growth.
Among his many awards he received the 2008 Scanno Prize.
For Tortelli, photography must be both evocation and testimony, preserving the past and delaying the present.
With these principles in mind, and pursuing a simple photography, he tries to capture fleeting and unrepeatable moments of a changing world. His photographic work on Scanno was born from this perspective. In this picture, women walk down a paved road facing the old town centre still shrouded in mist. Real pictures representing moments spent forever in time thanks to the photographer.
With a medium wide-angle lens and a diaphragm that is closed enough to allow the whole image to be clearly readable, the horizontal shot shows a moment of daily life in town. Some figures, all perfectly distinguishable and recognisable, move around the town. They move along a diagonal starting from the bottom left-hand corner. On the right, a low wall closes and keeps the whole picture in frame. The town, shrouded in morning mist, acts as a backdrop. This gives the picture both a sense of movement and the ethereal and suspended atmosphere that makes it so fascinating.
As he used to say: The eye is blind, the mind sees.