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Mario Giacomelli

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Nel dopoguerra, sulla scia dei grandi maestri della fotografia umanista francese e dei grandi documentaristi americani nasce nel bel paese il neorealismo fotografico italiano prima e una ricerca sulla fotografia più “artistica” poi. Tra le tante figure che emergono manca quella di spicco in grado di sintetizzare le ricerche e le tensioni del momento storico.

Fino al 1957, anno in cui Giacomelli realizza le sue fotografie di Scanno.

Nasce nel 1925 a Senigallia. Inizia a fotografare nel 1953 quando acquista la sua famosa Bencini Comet. Frequenta lo studio fotografico di Lanfranco Torcoletti dove incontra Giuseppe Cavalli, figura fondamentale per la formazione tecnico culturale di Giacomelli. Insieme frequentano e movimentano la vita culturale del gruppo fotografico MISA (uno dei tanti ed importanti gruppi fotografici italiani di quegli anni) di Senigallia.

Nel 1964 John Szarkowski direttore del MoMa di New York acquista per il museo l’intera serie Scanno ed alcune immagini della serie Pretini.

Giacomelli traduce in chiave visionaria accentuando fortemente i contrasti dei suoi bianco e nero i temi quotidiani tipici del neorealismo.

Le sue immagini sono sempre semplici ed essenziali. Spesso ritraggono la figura umana attraverso una interpretazione personale-visionaria dal forte gusto espressionista.

La foto realizzata della finestra della residenza dove soggiornava è fatta con un obiettivo normale abbastanza diaframmato per conferire una grande profondità di campo. Come molte delle immagini del maestro marchigiano ritroviamo forti contrasti dati da un vibrante controluce in cui si alternano nere figure umane. Queste si stagliano alternandosi lungo una strada che divide l’immagine a metà lungo la diagonale che la percorre dall’angolo in alto a destra verso il margine in basso a sinistra. L’insieme di movimento, luce e forte contrasto attribuisce a questa immagine allo stesso tempo quel dinamismo e quella surrealtà tipica del lavoro del maestro.

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In the post-war period, in the wake of the great masters of French humanist photography and the great American documentary photographers, first Italian photographic neo-realism and then more “artistic” photography research emerged in Italy. Among the many emerging figures, there was no one outstanding capable of synthesising the research and tensions of the historical moment.
This was until 1957, the year Giacomelli took his photographs of Scanno.
He was born in 1925 in Senigallia. He began taking photos in 1953 when he bought his famous Bencini Comet. He attended Lanfranco Torcoletti’s photographic studio where he met Giuseppe Cavalli, a key figure in Giacomelli’s technical and cultural education. Together they attended and animated the cultural life of the MISA photographic group (one of the many important Italian photographic groups of the time) in Senigallia.
In 1964, John Szarkowski, director of the MoMa in New York, bought the entire Scanno series and some of the pictures from the Pretini series for the museum. Giacomelli translated daily themes typical of neo-realism into a visionary key, strongly accentuating the contrasts of his black and white.
His pictures are always simple and essential. They often portray the human figure through a personal-visionary interpretation with a strong expressionist flavour. The photo taken of the window of the residence where he was staying was taken with a normal lens that was sufficiently diaphragmatic to give a great depth of view. As in many of the pictures by the Marchigian artist, there are strong contrasts given by a vibrant backlight in which black human figures alternate. These stand out alternately along a road that cuts the image in half through a diagonal that runs from the top right-hand corner to the bottom left-hand edge. This combination of movement, light and strong contrast gives this image both the dynamism and the surreality typical of his work.