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Hilde Lotz Bauer

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Hilde Lotz-Bauer nasce a Monaco di Baviera il 31 marzo del 1907. Dopo la laurea in storia dell’arte si iscrive ad un corso di specializzazione nella Scuola Statale Bavarese di Fotografia. La sua passione per l’arte non può che spingerla a conoscere da vicino l’Italia. Hilde è tra le ultime studentesse a ottenere una borsa di studio per un soggiorno nel nostro paese senza l’obbligo di iscriversi al partito nazista, come poi sarebbe accaduto a partire dal 1934.

La fotografia diventa per Hilde Lotz-Bauer lo strumento per documentare e catalogare moltissimi tesori del patrimonio artistico italiano. La sua tecnica e il suo sguardo saranno la cifra stilistica che la porterà a ottenere il giusto riconoscimento da parte degli altri colleghi fotografi.

È insieme alla sua amica e collega Helga Fietz che nella seconda metà degli anni ’30 arriva a Scanno, pochi anni dopo M. C. Escher e venti anni prima di H. Cartier-Bresson. Qui inizia a documentare la vita nel piccolo paese incastonato tra le montagne e il lago. Ma se il paesaggio è la cornice spettacolare del suo viaggio, sono le persone che lo abitano a renderlo davvero unico, soprattutto le donne, colte in tutti i momenti della loro quotidianità.

“Hilde Lotz-Bauer,” scrive Italo Zannier nel 2007, “era giunta a Scanno prima di tutti e il suo rigoroso reportage oggi riemerge dagli archivi di questa fotografa, nota soprattutto come studiosa d’arte, presente a lungo in Italia, dal 1935 al 1943”.

Scanno diventa in pochi anni un sito emblematico della fotografia, una tappa obbligata per appassionati e professionisti di tutto il mondo. Sempre Italo Zannier : “Mi piacerebbe scoprire che Henri Cartier-Bresson, prima di andare a Scanno in Abruzzo, nel 1954, aveva visto le fotografie scattate da Hilde Lotz-Bauer nel 1936, alla ricerca di un vergine luogo d’Arcadia, lungamente tra i più intonati della vecchia Italia pastorale.

Nelle fotografie di Hilde Lotz-Bauer emerge con purezza il carattere dei soggetti, e questo grazie alla sua presenza discreta e a uno sguardo ricco delle suggestioni ispirate dall’arte italiana. Come ha scritto la ricercatrice Tamara Hufschmidt, curatrice della prima mostra in Italia dedicata alle foto di Scanno: “La lente di Hilde è sia di critica sociale che di storica dell’arte. Ha saputo far diventare le donne di Scanno regine, sculture classiche viventi, che mantengono la loro individualità, ma allo stesso tempo diventano icone.

I suoi passi seguono quelli di altre donne che prima di lei hanno stabilito una connessione unica con il paese: Estella Canziani e Anne MacDonnell, che a proposito di Scanno scrisse, con precisione poetica, “Life speaks loud here” (Qui la vita parla ad alta voce).

Hilde, che normalmente fotografa su commissione, parte con una Linhof 9×12 o 13×18 e usa per le immagini ed i lavori personali una maneggevolissima ed allora modernissima Leica.

La fotografia delle donne alla fontana è un classico esempio dell’approccio fotografico della fotografa tedesca. L’immagine ritrae delle donne al lavoro presso la fontana del Pisciarello. Hilde con la sua Leica armata con un obiettivo normale, si posiziona ad una distanza tale da non essere troppo distante ma nemmeno troppo vicino. Riesce così a restare “all’interno della scena”, per dirla come i fotoreporter moderni “senza però tralasciare nulla”. La scena è ambientata e composta in maniera molto bilanciata. Alle due figure che lavorano con l’acqua nella parte sinistra dell’immagine fanno da contraltare altre quattro che passano in direzione opposta e donano alla fotografia equilibrio compositivo unito a movimento e dinamismo. Tutto questo con uno stile moderno e discreto, in cui il fotografo riesce a scomparire dalla scena che sta raccontando.

Dopo aver visitato molti paesi con il marito Wolgang, nel 1985, quattro anni dopo la morte di lui, Hilde ritorna a Monaco, dove muore nel 1999. Le ceneri della coppia sono custodite nel cimitero acattolico di Roma.

In un manoscritto degli anni ’80 la Lotz-Bauer parafrasando l’invocazione poetica di Goethe parla dell’Italia come del paese del cuore che ricorderà per sempre.

Le foto di Hilde Lotz-Bauer sono conservate nell”archivio Max-Planck, la Biblioteca Hertziana di

Roma e nel Kunsthistorische Institut di Firenze.

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Hilde Lotz-Bauer was born in Munich on 31 March 1907. After graduating in art history, she enrolled in a specialisation course at the Bavarian State School of Photography. Her passion for art led her to get to know Italy. Hilde was one of the last students to receive a scholarship for a stay in our country without being obliged to join the Nazi party, as would happen from 1934 onwards. For Hilde Lotz-Bauer, photography became the instrument for documenting many treasures of the Italian artistic heritage. Her technique and vision were to become the stylistic features that earned her the recognition of her fellow photographers.
She arrived in Scanno in the second half of the 1930s with her friend and colleague Helga Fietz that, a few years after Escher and twenty years before Cartier-Bresson. Here she began to document life in the small town nestled between the mountains and the lake. But if the landscape is the spectacular frame for her journey, it is the people who live there who make it truly unique, especially the women, captured in all the moments of their everyday life.
Hilde Lotz-Bauer,” wrote Italo Zannier in 2007, “came to Scanno before anyone else and her rigorous reportage has now re-emerged from the archives of this photographer, known above all as an art expert, who was in Italy for a long time, from 1935 to 1943“.
In just a few years, Scanno became an emblematic place for photography, a must for fans and professionals from all over the world. Italo Zannier, again: I would like to discover that Henri Cartier-Bresson, before going to Scanno in Abruzzo in 1954, had seen the pictures taken by Hilde Lotz-Bresson in 1936, in search of an Arcadian virgin place, one of the most beautiful in old pastoral Italy.
In Hilde Lotz-Bauer’s photos, the character of the subjects emerges with purity, thanks to her discreet presence and a look full of suggestions inspired by Italian art. As the researcher Tamara Hufschmidt, editor of the first exhibition in Italy dedicated to the photos of Scanno, has written: “Hilde’s lens is both that of a social critic and an art historian. She was able to turn the women of Scanno into queens, living classical sculptures, who maintain their individuality, but at the same time become icons.”
Her steps follow those of other women who have established a unique connection with the village before her: Estella Canziani and Anne MacDonnell, who wrote with poetic precision about Scanno: “Life speaks loud here”.
Hilde, who normally takes commissioned photos with a Linhof 9×12 or 13×18, uses a handy and very modern Leica for her images and personal work. The photo of the women at the fountain is a classic example of the German artist’s photographic approach. The picture shows women at work by the Pisciarello fountain. Hilde, with her Leica equipped with a normal lens, stands at a distance that is not too far away but not too close either. In this way she manages to stay “inside the scene”, as modern photojournalists say, without missing anything. The scene is set and composed in a very balanced way. The two figures handling the water on the left side of the image are counterbalanced by four others passing in the opposite direction, giving the picture competitive balance combined with movement and dynamism. All this is done in a modern and discreet style, in which the photographer manages to disappear from the scene she is narrating.
After touring many countries with her husband Wolgang, Hilde returned in 1985, four years after his death, to Munich, where she died in 1999. The couple’s ashes are kept cemetery in Rome.
In a manuscript from the 1980s, Lotz-Bauer paraphrases Goethe’s poetic invocation and describes Italy as the country of the heart she will always remember.
Hilde Lotz-Bauer’s photos are in the Max-Planck archive, the Biblioteca Hertziana in Rome and in the Kunsthistorische Institut in Florence.