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Henri Cartier Bresson

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Nato nel 1908 da un’agiata famiglia della borghesia francese, si dedica alla fotografia nel 1931, dopo aver studiato pittura con il famoso artista francese Andrè Lothe.

Sin dagli esordi, le sue fotografie vengono pubblicate dalle riviste più famose del momento.

Negli anni ’30 espone le sue fotografie nelle gallerie internazionali più prestigiose insieme ad artisti del calibro di Manuel Alvarez Bravo e Walker Evans, fino alla consacrazione ufficiale nella storica mostra personale del 1947 al MoMA di New York. Nello stesso periodo, documenta la guerra civile in Spagna e racconta i movimenti della Resistenza anti-fascista in tutta Europa.

Figura unica e peculiare del mondo dell’immagine, di quello che diventerà uno dei fotografi più famosi della storia, un elemento immediatamente colpisce: in tutta la sua carriera Cartier-Bresson alterna e mescola situazioni prettamente artistiche ad altre specificamente giornalistiche. Gli studiosi considerano questo tratto come una sorta di nobilitazione ante litteram della fotografia professionale, mettendo in discussione, e al contempo superando, la scelta tra una fotografia artistica e una fotografia professionale.

Il suo impegno politico e sociale si concretizza, tra le altre attività, anche nella costituzione di una delle più importanti agenzie fotografiche della storia. Nel 1947, insieme a Robert Capa, è tra i fondatori della Magnum Photos, agenzia fotogiornalistica di riferimento negli anni a venire.

Nel 1974 abbandona la fotografia e ritorna alla passione giovanile del disegno.

La celebre fotografia di uno scorcio di Scanno, una delle più famose immagini della sua carriera, è stata scattata nell’inverno a cavallo tra il 1952 e il 1953 e fa parte di un lavoro che Cartier-Bresson realizzò per la rivista Harper’s Baazar. Il servizio venne pubblicato nel numero di dicembre 1953 con il titolo “Natale a Scanno”. A detta di Ferdinando Scianna, grande amico di Cartier-Bresson, questo servizio fece epoca e ha contribuito a trasformare Scanno “nella Lourdes dei fotografi”.

La foto risponde appieno a quella poetica dell’istante decisivo teorizzata negli anni ’50 dal fotografo francese.

Principalmente Cartier-Bresson utilizzava un 50 mm, che lui stesso considerava “l’obiettivo perfetto”. Per questa foto, invece, utilizzò un medio grandangolo, con molta probabilità un 35mm. La grande profondità di campo ottenuta, ci fa pensare che il diaframma utilizzato fosse abbastanza chiuso. Al di là di questo, la cosa che rende speciale questa immagine è certamente la composizione.

Una geometria quasi perfetta che coglie un momento straordinario di vita quotidiana di un borgo italiano degli anni ’50. Tutto si trova al posto giusto. Le donne che portano il pane, gli animali domestici come le galline e il gatto, le bambine che si stagliano perfettamente sulla destra della fotografia. Una a destra e una sinistra dell’arco in metallo, mentre altre due bimbe sono perfettamente incorniciate dalla porta della chiesa, della quale tra l’altro riusciamo perfettamente a leggere la scritta “ora pro nobis”. Sullo sfondo, anche loro incorniciati dall’arco in metallo, un gruppo di uomini che, oltre a rendere ancora più bella ed efficace l’inquadratura, raccontano anche di come i due sessi a quel tempo vivessero ancora due dimensioni di vita diametralmente separate. Tutta la vita quotidiana raccontata in un singolo scatto, in cui le linee della ringhiera in primo piano e del passamano in secondo piano, contribuiscono a dare movimento e dinamicità.

Sicuramente è soprattutto questa l’immagine di Cartier-Bresson che ancora oggi richiama tanti fotografi a Scanno per provare a confrontarsi con il grande maestro. La sfida è ardua ma sempre aperta, considerando anche il fatto che, ad oggi, quello scorcio è rimasto identico a 70 anni fa.

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Born in 1908 into a wealthy French bourgeois family, he turned to photography in 1931, after studying painting with the famous French artist André Lothe.
From the outset, his photographs were published in the most famous magazines of the time.
In the 1930s he exhibited his photographs in the most prestigious international galleries together with artists such as Manuel Alvarez Bravo and Walker Evans, until his official recognition in the historic exhibition of 1947 at MoMA in New York. In the same period, he documented the civil war in Spain and chronicled the anti-fascist resistance movements throughout Europe.
A unique and peculiar figure in the world of images, of what was to become one of the most famous photographers in history, one element immediately strikes the eye: throughout his career Cartier-Bresson alternated and mixed purely artistic situations with others that were specifically journalistic.
Academics see this feature as a kind of ante litteram ennoblement of professional photography, questioning and at the same time overcoming the choice between artistic and professional photography.
Among other activities, his political and social commitment was reflected in the establishment of one of the most important photo agencies in history. In 1947, together with Robert Capa, he was one of the founders of Magnum Photos, a leading photojournalism agency in the years to come.

In 1974 he gave up photography and returned to his youthful passion for drawing.

The famous picture of a view of Scanno, one of the most famous images of his career, was taken during the winter between 1952 and 1953 and is part of a work that Cartier-Bresson did for Harpers Baazar magazine. The report was published in the December 1952 edition with the title “Christmas in Scanno”. According to Ferdinando Scianna, a close friend of Cartier-Bresson, this report made history and contributed to transform Scanno “into the Lourdes of photographers”.

The photo fully responds to the poetics of the decisive instant that the French photographer theorised in the 1950s. Cartier-Bresson mainly used a 50mm, which he considered to be “the perfect lens”. For this photo, however, he used a medium wide-angle lens, most likely a 35mm. The great depth of field achieved suggests that the diaphragm used was fairly closed.
Apart from this, what makes this picture special is certainly the composition.

An almost perfect geometry that captures an extraordinary moment of daily life in an Italian village in the 1950s. Everything is in the right place. The women bringing bread, the farm animals such as chickens and a cat, the little girls stand out perfectly on the right of the photograph. One is to the right and one to the left of the metal arch, while two other children are perfectly framed by the church door, of which we can also perfectly read the inscription “ora pro nobis”. In the background, also framed by the metal arch, is a group of men who, as well as making the picture even more beautiful and effective, also tell of how the two genders at that time still lived in two diametrically separate dimensions of life. All of daily life told in a single shot, in which the lines of the railing in the foreground and the handrail in the background contribute to give movement and dynamism.

This is certainly the Cartier-Bresson image that still attracts so many photographers to Scanno to try to measure themselves against the maestro. The challenge is tough but always open, also considering the fact that, as of today, that view has remained identical to 70 years ago.