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Gianni Berengo Gardin

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Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita ligure 1930) è uno dei più noti e celebrati fotografi italiani.

Ha fissato, in oltre 60 anni di lavori, duecento libri e altrettante mostre, la quotidianità italiana e non solo. Si occupa di fotografia dal 1954. Da quel momento ha realizzato oltre un milione di scatti: taluni ignobili, altri banali, molti buoni, alcuni ottimi e pochi eccezionali.

Inizia la carriera di fotoreporter nel 1962. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali, come Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern.

Conosce Scanno nel 1981 quando gli viene conferito il prestigioso Premio Scanno. Sulla scia del lavoro già fatto sulla cittadina di Luzzara torna a Scanno negli anni successivi con l’intento di documentare la vita e la quotidianità nuova. Il cambiamento e l’espansione del paese nuovo in contrasto con l’apparente immobilità del centro storico.

Una narrazione spazio temporale del paese. Un avvicinamento progressivo nel centro dell’abitato fino ad arrivare agli interni e alla vita dei paesani. Dai dettagli della vita lavorativa a quelli di luoghi d’incontro come locali e bar.

Proprio fuori uno di questi locali del centro storico è stata scattata questa immagine. La fotografia è verticale e rigorosamente in bianco e nero. Secondo Berengo Gardin, infatti il linguaggio del reportage passa necessariamente attraverso l’immagine monocromatica capace di raccontare senza distrarre con il colore. L’utilizzo di un medio grandangolare da una distanza relativamente corta unito alla luce radente il muro crea contrasti e un senso di forte intimità. I due soggetti presi dalla loro partita a scacchi sono incorniciati da una bacheca di vecchie foto ricordo del paese.

Ancora una volta il grande fotografo veneto riesce con pochi elementi a raccontare con rara efficacia e sguardo umanistico-documentaristico i contrasti storico generazionali di un paese.

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Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita ligure 1930) is one of Italy’s best known and most celebrated photographers.
In more than 60 years of work, he has captured the everyday life of Italy and beyond in more than two hundred books and as many exhibition.
He has been involved in photography since 1954. Since then, he has taken more than a million shots: some ignoble, others banal, many good, some excellent and a few exceptional.
He began his career as a photojournalist in 1962. In the years to come he worked with major national and international and international publications such as Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time and Stern.
He met Scanno in 1981 when he was awarded the prestigious “Scanno Prize”. In the wake of the work, he had already done on the town of Luzzara, he returned to Scanno in the following years with the aim of to document the new life and everyday life. The change and expansion of the new town in contrast to the contrast with the apparent immobility of the historic centre.
A space-time narrative of the town. A progressive approach in the centre of the town to the interior and the life of the villagers. From the details of working life to those of meeting places meeting places such as bars and pubs.
This picture was taken just outside one of these bars in the old town. The photograph is vertical and strictly in black and white. According to Berengo-Gardin, in fact, the language of reportage necessarily goes through the monochrome image, capable of narrating without distracting with colour. The use of a medium wide-angle lens from a relatively short distance combined with the light grazing the wall creates contrasts and a sense of strong intimacy. The two subjects taken from their game of chess are framed by a noticeboard of old photographs of the village.
Once again the great photographer from Veneto has succeeded in using a few elements to describe the historical and generational contrasts of a village with rare effectiveness and a humanistic documentary look.